La memoria: lo spazio in cui le cose accadono per la seconda volta.

         (Paul Auster)

Quella della memoria è una delle funzioni più incredibili del nostro Sistema Nervoso Centrale.

Grazie ad essa riusciamo a custodire preziosi assi nella nostra manica, per poterli giocare al momento più opportuno, nonché è in grado di stracciare sia le carte inutili, ma soprattutto quelle che raffigurano i ricordi che più ci hanno fatto soffrire.

Questo discorso vale anche per la memoria motoria: il contenitore del mazzo di carte è quello che viene definito repertorio motorio, mentre ogni singola carta rappresenta le abilità motorie possedute.

Lo strumento con cui riusciamo ad arricchire il nostro mazzo di carte è l’apprendimento motorio, il quale è in stretto rapporto con i cambiamenti del comportamento che si modifica in seguito al consolidamento delle abilità motorie.

Grazie alla memoria queste conoscenze vengono codificate, conservate e in seguito richiamate, fino a diventare competenze.

Prima di addentrarci nella trattazione sulla memoria motoria è importante delineare alcuni aspetti generali: esistono tipi di memoria diversi e certe regioni del cervello sono molto più importanti di altre per diversi tipi di conservazione, proprio per questo la memoria può venire classificata con 2 diversi criteri:

  1. L’andamento temporale della conservazione
  2. La natura delle informazioni che vengono conservate

Proprio per questo nasce una fondamentale distinzione che riguarda le componenti implicate nella ritenzione temporanea, in opposizione alla ritenzione duratura dell’informazione:

La capacità della memoria a breve termine (MBT) o memoria primaria e della memoria a lungo termine (MLT) o memoria secondaria.

Due differenti magazzini, per una diversa natura delle informazioni.

Il contenitore più piccolo, quello della memoria a breve termine lo utilizziamo per ricordare, ad esempio, il classico codice di sicurezza “temporaneo” da inserire per effettuare un’importante operazione bancaria online (ad alcuni di noi, basta leggero una sola volta per ricordarselo e trascriverlo, ad altri sarà necessario leggerlo più volte).

La MBT possiede una capacità limitata per le informazioni e, inoltre, riesce a trattenerle per un periodo molto breve (alcuni secondi) prima che le informazioni vadano incontro all’oblio.

Il contenitore più grande, quello della memoria a lungo termine lo utilizziamo per conservare le informazioni che, ad esempio, ci servono per poter raccontare ai nostri migliori amici eventi come il nostro matrimonio (o quello di nostro figlio) oppure per rivivere insieme la notte del 9 luglio del 2006, quando la Nazionale ha vinto i mondiali di calcio.

A proposito di Nazionale italiana, questo magazzino è quello che ci permette di ricordare i colori della nostra bandiera.

Questo è possibile perché la MLT possiede una capacità di gran lunga maggiore e il ricordo può perdurare anche diversi anni, quindi, l’oblio risulta particolarmente lento.

Tuttavia, per raccontare un avvenimento a noi lieto e per ricordarci che il tricolore (verde, bianco e rosso) è associato alla nostra amata Italia, dobbiamo utilizzare 2 scompartimenti diversi della memoria a lungo termine:

per il primo ricordo attingiamo le informazioni dalla memoria episodica, per il secondo dalla memoria semantica.

Noi di Stateflow, invece, siamo particolarmente affezionati ad un altro compartimento della MLT: quello dedicato alla memoria procedurale.

La memoria procedurale si mette a disposizione per l’apprendimento motorio e se siamo ancora capaci di cavalcare una bicicletta dopo molti anni senza salirci in sella, è anche grazie a lei.

La memoria procedurale è una forma di memoria implicita o non dichiarativa mentre la memoria episodica e quella semantica fanno parte della memoria esplicita o dichiarativa.

Grazie alla memoria procedurale siamo in grado di immagazzinare informazioni alle quali attingere quando dobbiamo svolgere un’azione motoria.

La memoria motoria è una memoria implicita che conserva forme di nozioni che, in generale, vengono acquisite senza applicazione cosciente e attraverso un apprendimento progressivo che procede gradualmente con le ripetizioni.

Con la pratica, le prestazioni diventano più accurate e rapide e, questi miglioramenti si generalizzano fino all’apprendimento di nuove informazioni via via sempre più utili ad elevare la qualità del movimento.

L’apprendimento di abilità motorie inizia con uno stato cognitivo nel quale la nozione da apprendere è rappresentata in modo esplicito: chi apprende deve prestare grande attenzione a quello che fa, e procede, col tempo, verso uno stato automatico, dove le manovre vengono eseguite senza troppa attenzione cosciente (per un approfondimento ti consiglio di leggere l’articolo che tratta del Processo di apprendimento motorio)

Ma quali sono gli strumenti specifici che permettono l’inserimento di queste informazioni in particolari aree del nostro cervello andando a formare la Memoria Motoria?

Il Processo di Apprendimento Motorio associato al Processo di Rievocazione delle informazioni.

La pratica e/o l’esperienza innescano molteplici processi del sistema nervoso centrale che costituiscono l’apprendimento e determinano la formazione della memoria motoria.

Il processo di rievocazione sottostà a precise fasi:

la codifica, che è l’elaborazione iniziale dell’informazione, seguita dal consolidamento, che permette di generare una rappresentazione più stabile nel tempo e facilita l’immagazzinamento, cioè la registrazione permanente di quella che viene definita traccia mnesica.

Queste informazioni immagazzinate possono essere richiamate attraverso il recupero.

Sebbene la codifica, il consolidamento e il recupero siano processi distinti, sono interdipendenti e possono parzialmente sovrapporsi nel dominio temporale.

La loro comprensione permette di approfondire il funzionamento  del Processo di Apprendimento Motorio e gli stadi di apprendimento:

se grazie ad essi riusciamo ad apprendere le abilità motorie, la memoria motoria ci permette di immagazzinare tutte le informazioni necessarie alla costruzione dell’abilità motoria (i mattoncini che vanno a formare ogni abilitò).

Sotto l’aspetto pratico, capire come i processi di memoria motoria influenzano l’apprendimento è fondamentale per strutturare le esercitazioni pratiche che promuovono l’apprendimento motorio.

Vediamo nel dettaglio i processi che permettono la rievocazione delle informazioni immagazzinate.

La codifica

La codifica è il processo direttamente associato alla pratica che si traduce nella formazione della memoria motoria.

La codifica avviene principalmente durante la fase di acquisizione delle informazioni, quindi quando l’allievo si rapporta ad un nuovo compito motorio da eseguire.

Durante la fase di codifica, l’allievo elabora le informazioni relative al compito e crea associazioni tra l’ambiente, il proprio corpo e il movimento, andando alla scoperta del risultato da raggiungere grazie al movimento: l’obiettivo motorio.

Si ritiene che la fase di codifica coinvolga anche i processi cognitivi necessari per l’identificazione degli stimoli, la selezione delle risposte e dell’esecuzione.

Una volta che una risposta motoria viene eseguita con efficacia, l’allievo valuta l’esito del movimento attraverso meccanismi di feedback.

Queste informazioni vengono utilizzate per modulare le risposte future.

Tutti questi meccanismi cognitivo-motori che si pensa operino durante la pratica costituiscono la fase di codifica della memoria motoria, ed essi possono essere principalmente impliciti e quindi senza consapevolezza.

Per il professionista del settore è fondamentale saper manipolare la struttura delle lezioni per favorire i processi cognitivi ed ottenere una codifica efficace da parte dell’allievo incrementando le opportunità di apprendimento.

Il consolidamento

Il consolidamento della memoria motoria è definito come un insieme di processi

post-acquisizione delle informazioni, dipendenti dal tempo e per i quali la memoria motoria diventa più stabile con il passare del tempo.

Questo processo di consolidamento avviene per lo più “offline” e rafforza la rappresentazione della memoria, che si manifesta come un miglioramento delle prestazioni tra le sessioni di pratica o una maggiore resistenza all’interferenza di compiti motori che possono entrare in conflitto con quello da apprendere (stabilizzazione della memoria).

Questo suggerisce che quando si ottiene una buona fase di consolidamento delle informazioni, l’allievo riesce a rispondere adeguatamente a compiti motori di natura diversa senza intaccare il consolidamento delle informazioni appena ottenuto.

Un aspetto fondamentale che ogni professionista del settore deve conoscere e  rispettare, è che il consolidamento avviene, oltre che nel tempo successivo alla pratica, durante il periodo del sonno.

Durante il sonno, i ricordi motori vengono consolidati attraverso cicli ripetuti di sonno non REM seguito dal sonno REM.

I processi di consolidamento si evolvono sia tra un periodo di 4/6 ore dopo la pratica, così come durante il sonno.

Mentre la ritenzione immediata delle informazioni si valuta intorno ai 5/20 minuti dopo la pratica.

La fase di consolidamento è molto delicata e risente molto dei feedback che fornisce il professionista del settore, quindi, per garantire Inoltre un consolidamento ottimale per l’allievo, è necessario essere consapevoli che troppe informazioni (o troppo poche) potrebbero influenzare negativamente questa fase.

L’uomo è un genio quando sogna.


(Akira Kurosawa)

Siamo arrivati a trattare dell’ultima fase:

Il Recupero

Il recupero della memoria è fondamentale per tutti gli aspetti della vita quotidiana e comprende altri processi inerenti alla memoria come il richiamo, il riconoscimento, il ricordo e il ri-apprendimento che sono coinvolti nell’accesso alle informazioni dai ricordi immagazzinati.

Una volta che le informazioni sono state codificate e consolidate con la pratica, devono essere recuperate per poter essere utilizzate.

L’apprendimento e la memoria sono valutati dalla capacità dell’allievo di recuperare le informazioni acquisite e immagazzinate con la pratica.

Di conseguenza, il recupero ci consente di valutare l’efficacia della codifica e del consolidamento.

In effetti, il recupero è l’unica misura possibile della memoria e dell’apprendimento ed è influenzato da fattori come l’attenzione e la compatibilità con le condizioni di codifica.

(Le esercitazioni è fondamentale che vengano costruite nell’area potenziale e prossimale dell’allievo, e che abbiano congruenza con gli obiettivi di apprendimento, siano essi sportivi o riabilitativi)

In particolare, nel contesto delle abilità motorie, esistono prove che suggeriscono che condizioni pratiche che promuovono processi cognitivi simili a quelli richiesti per il recupero dell’abilità, spesso migliorano le prestazioni di ritenzione/trasferimento associate alle abilità motorie richieste dal contesto riabilitativo, sportivo o quotidiano; dimostrando l’efficacia del percorso di apprendimento,

L’apprendimento motorio quindi risulta essere efficace quando le attività di elaborazione promosse dalle condizioni pratiche sono simili alle attività di elaborazione richieste per il recupero della memoria motoria nella vita quotidiana o durante la pratica sportiva/riabilitativa.