L’essere umano è un affarista biologicamente innato.

Il sistema nervoso di noi umani funziona efficacemente fin dalla nascita, ma se paragonati a dei puledri, che sono in grado di trottare dopo solo alcune ore dal parto, o a certe razze di uccelli che possono volare non appena l’uovo si schiude, noi siamo dei veri e propri diesel.

Considera che non riusciamo a sollevare la testa prima di 8 settimane e non siamo in grado di portare il cibo alla bocca fino a 6 mesi.Senza le cure premurose dei genitori, un bambino non può sopravvivere per i primi 10 anni di vita.

Dopo questo breve preambolo, ti starai chiedendo come io possa affermare che al posto di basi azotate, ci siano banconote arrotolate ad unire le eliche del nostro DNA.Per capire dovremo descrivere la speciale capacità imprenditoriale del nostro SNC.

La ritardata maturazione delle nostre facoltà motorie, percettive e cognitive è dovuta dal fatto che solo dopo le dovute stimolazioni sensoriali, e quindi successivamente all’esperienza, i circuiti embrionali potranno essere perfezionati.

La connettività determinata geneticamente, quindi, è solo una brutta copia di quella che si ottiene in età adulta ma la riorganizzazione che si ottiene grazie all’esperienza è un processo assai protratto nel tempo.

Tuttavia, questa maturazione posticipata, si rivela un investimento a lungo termine davvero remunerativo per lo sviluppo delle nostre abilità modellate dall’esperienza, sia in termini di capacità mentali, sia in termini di adeguamento del sistema nervoso alle nostre proprietà fisiche in relazione a quelle ambientali.

A guidare l’andamento di questo investimento in borsa del nostro SNC c’è un processo sofisticato e complesso che prende il nome di plasticità cerebrale.

La plasticità cerebrale è la capacità intrinseca del SNC che si esprime attraverso la modificazione del numero e dell’efficienza delle connessioni dei neuroni a livello sinaptico.

Come la performance della borsa, anche i circuiti neuronali sono soggetti ad andamento (al rialzo o al ribasso) nel tempo.

Le connessioni sinaptiche, a prescindere che si siano formate prima della nascita o durante lo sviluppo post-natale, sono dotate di una forza che può essere modificata in base alle variazioni delle intensità e delle quantità d’uso delle connessioni stesse, incrementandola, nel caso sia molto sollecitata oppure, nel caso opposto, riducendola progressivamente fino alla eliminazione completa delle sinapsi scarsamente e per nulla attive.

Dopo la nascita i neuroni possono creare nuove ramificazioni dendritiche in risposta a stimolazioni elettriche e, in tal modo, possono connettersi ad altri neuroni creando nuove sinapsi

La generazione di nuove terminazioni dendritiche viene definita germogliatura (sprouting), mentre l’eliminazione delle sinapsi non utilizzate viene definita potatura (pruning).

Immagina che sia possibile confrontare tutti i cervelli delle persone: a livello macrostrutturale sembrerebbero tutti identici, ma il rimodellamento delle singole sinapsi si traduce nell’impossibilità di trovarne uno uguale all’altro

Oltre a favorire l’unicità del nostro essere, la capacità plastica del SNC garantisce un buon grado di adattabilità dato che i cambiamenti delle connessioni fra i neuroni si traducono in modificazione delle funzioni controllate dai circuiti di cui fanno parte.

Pensa, che grazie ai processi di rimodellamento delle aree corticali e quindi di ottimizzazione dei sensi rimasti, ho potuto elaborare l’applicazione del metodo Stateflow sulle persone non vedenti, che grazie alla plasticità cerebrale hanno potenziato la loro capacità tattile per interagire con il mondo esterno, armandosi di uno strumento percettivo che si sposa perfettamente con le nostre logiche.

Tuttavia, periodi di elevata suscettibilità alle modificazioni, noti come periodi sensibili, si manifestano in tempi particolari nel corso dello sviluppo.

In alcuni casi, gli effetti negativi della mancanza di esperienze significative, o una loro manifestazione atipica in periodi precoci della vita, non possono venir facilmente cancellati fornendo le esperienze adatte a un’età successiva.

Queste tappe obbligatorie dello sviluppo vengono dette periodi critici.

La capacità di percepire il mondo che ci circonda, l’apprendimento di una lingua o la capacità di formare solide relazioni sociali, sono solo una piccola parte delle esperienze di forte rilievo per un essere umano che devono avere luogo entro un certo periodo critico perché il comportamento possa svilupparsi normalmente.

Per quanto riguarda le capacità come l’apprendimento motorio, prove recenti hanno dimostrato che i periodi critici possono essere meno invalicabili di quanto non si pensasse un tempo; in alcuni possono durare più a lungo, o addirittura riaprirsi.

La comprensione di come la plasticità sia relazionata dall’esperienza e della possibilità di mettere un piede prima della chiusura della porta di casa dei periodi critici, ha avuto importanti conseguenze pratiche:

  • nell’elaborazione di metodi educativi basati sulla consapevolezza che le esperienze precoci siano cruciali e dell’importanza di sapere esattamente quando una forma particolare di arricchimento sensoriale otterrà i migliori benefici.
  • Nella possibilità data dall’apertura di certi periodi critici in età adulta che sta permettendo lo sviluppo di nuove metodiche terapeutiche per le lesioni nervose come gli ictus che, un tempo, si ritenevano avessero conseguenze irreversibili.

Per un approfondimento leggi La plasticità indotta da lesione.

Il team marketing della plasticità cerebrale è formato dalle stimolazioni sensoriali.

In età adulta, le stimolazioni sensoriali, motorie e cognitive sono le uniche in grado di provocare la riorganizzazione dei circuiti neuronali che sottostanno alla plasticità cerebrale.

Stimolazioni ripetute per brevi periodi di tempo possono indurre modificazioni neuronali reversibili che prendono il nome di plasticità a breve termine.

Se le stimolazioni sono ripetute nel tempo, si possono verificare cambiamenti neuronali permanenti che prendono il nome di plasticità a lungo termine, cui corrispondono modificazioni stabili delle funzioni sensoriali, motorie e cognitive.

Il team marketing prima di trovare nuovi clienti, ricontatta e riconquista quelli che si stavano allontanando, per poi creare i presupposti di fidelizzare fortemente all’azienda, sia i vecchi che i nuovi.

La riorganizzazione è sostenuta inizialmente dallo smascheramento di sinapsi preesistenti e latenti (plasticità a breve termine), cui può far seguito la formazione di nuove connessioni sinaptiche (plasticità a lungo termine), a seconda della durata e dell’intensità dell’esperienza deprivante o arricchente.

Per quanto riguarda l’ambito del movimento, i cambiamenti plastici avvengono nella corteccia motoria primaria ogni volta che viene acquisita una nuova abilità motoria.

In questo caso, il sistema motorio cambia la sua organizzazione, per destinare una più ampia rappresentazione corticale alla parte del corpo che impara un nuovo compito (ad esempio i cambiamenti di rappresentazione corticale delle mani indotti dall’apprendimento che induce l’abilità di suonare il pianoforte).

“Il cervello:

se lo coltivi funziona.

Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce.

La sua plasticità è formidabile.

Per questo bisogna continuare a pensare.”

                                                                                       (Rita Levi Montalcini)

Mi permetto, in punta di piedi, di aggiungere:

“…Per questo  bisogna continuare a pensare e ad agire.”