Introduzione

In questo articolo ti parlerò di uno degli accessori di cui non si può fare a meno sul posto di lavoro, nel vero senso della parola.

Sono le scarpe antinfortunistiche.

Non puoi farne a meno perché in alcune professioni si ha un’elevata incidenza di infortunio ai piedi con il serio rischio d’invalidità, pertanto diventa obbligatorio per legge utilizzare questo accessorio a fini preventivi.

Pensa che in base ai dati dell’istituto italiano assicurativo per le malattie e gli infortuni professionali, 700.000 infortuni lavoro-correlati sono segnalati ogni anno su una popolazione di 60 milioni, e il 15% di questi avvengono sulla caviglia o sul piede.

Visti i numeri, posso dirti tranquillamente che le scarpe antinfortunistiche non sono un valido alleato, ma un vero e proprio angelo custode sul posto di lavoro.

Ma allora come possono in alcuni casi rivelarsi addirittura un nemico?

Si può fare in modo che esse rimangano sempre schierate al nostro fianco nella lotta contro gli infortuni?

Più avanti daremo risposta a queste domande fondamentali, quindi ti consiglio di continuare a leggere.

Caratteristiche delle scarpe antinfortunistiche

Esistono moltissimi tipi di scarpe antinfortunistiche.

Per quanta scelta estetica ci possa essere nel mercato delle scarpe antinfortunistiche, la normativa impone l’uso di un tipo di scarpa per ogni tipo di professione, più o meno rischiosa che sia (pensa che le scarpe antinfortunistiche sono d’obbligo anche per chi lavora nella ristorazione!).

Lavori che si svolgono su superfici scivolose necessitano di scarpe antiscivolo, occupazioni che hanno a che fare con l’alta tensione necessitano di scarpe isolanti, chi lavora nelle fonderie avrà bisogno di calzature resistenti al calore, e così via.

Ognuna di queste aggiunte, obbligatoria o facoltativa che sia, va a determinare una composizione in materiali e forma diversa per ogni scarpa.

Tutte queste caratteristiche e forme vanno a coprire molto bene i fattori di rischio che caratterizzano la professione.

Ma quello che non rispettano sono le caratteristiche dei lavoratori.

In che senso?

Nel senso che come ogni professione ha le sue caratteristiche che necessitano di interventi per prevenire gli infortuni, ogni piede ha una propria morfologia che necessita di scarpe adatte per quella specifica forma.

E se pensi che quando ci muoviamo nello spazio la scarpa è l’unica interfaccia che connette il corpo con l’ambiente circostante, è inconcepibile che non si consideri questo aspetto.

Siamo abituati a dare per scontata una vita con le scarpe, ma immagina di vivere portando per la maggior parte della giornata un paio di guanti.

I movimenti saranno meno precisi, perché il tatto sarà ridotto, e il corpo deve adottare diverse strategie per eseguire le normali azioni, come ad esempio utilizzare una presa più stretta quando si tiene in mano un oggetto.

Ora pensa che oltre a dover portare i guanti, questi sono pure stretti, scomodi e di un materiale pesante.

Avrai già capito che il discomfort provocato dai materiali e dal peso della scarpa può trasformarsi addirittura in fatica muscolare fino ad arrivare al dolore, soprattutto quando vengono indossati per molte ore consecutive.

La stessa situazione si verifica nel piede.

Ma non solo gli arti inferiori ne risentono, vedremo a breve come diversi tipi di scarpe antinfortunistiche possono alterare la postura portando a diversi problemi nello svolgimento delle attività lavorative.

Problemi quando si sta in piedi

Uno dei problemi che danno queste calzature è il dolore e l’affaticamento che porta a disturbi del piede e lombalgia quando si sta in piedi.

Rimanere in piedi per più del 50% dell’orario lavorativo ha un rischio doppio per lo sviluppo di lombalgia e quasi doppio per lo sviluppo di dolore al piede o agli arti inferiori.

Ti sarà già capitato di dover stare in piedi per molte ore di fila, ed è normale che dopo un po’ il piede ne risenta, visto che deve sorreggere il peso del corpo.

Mantenere una postura prolungata può portare a fascite, tendinite e gonfiore negli arti inferiori.

Sfortunatamente in diverse occupazioni non è possibile fare a meno di stare in piedi, particolarmente nell’industria manufatturiera, la quale richiede molte ore in piedi per garantire la produttività.

Problemi quando si cammina

Nella locomozione, non c’è solo il problema dell’alterazione posturale, ma si aggiunge anche quello dell’attivazione della muscolatura necessaria per camminare.

A parte la muscolatura del gastrocnemio (polpaccio), tutti i grandi muscoli dell’arto inferiore vedono un significativo aumento di attività, in particolare durante l’impatto del tallone al suolo e durante la fase di oscillazione dell’arto, per compensare le difficoltà nella fase di spinta.

Durante il ciclo del cammino, il tacco appoggia al suolo con una forza due volte superiore a quella del peso corporeo.

Quindi se pesi 70kg, il tacco del piede dovrà sopportare circa 140kg!

E più il pavimento è duro, più lo shock da impatto aumenta, causando possibili danni microscopici all’osso o alla cartilagine, che nel peggiore dei casi portano a infortunio.

In aggiunta, indossare tipi diversi di scarpe antinfortunistiche porta a differenze nel cammino, nello specifico ad alterazioni nell’inclinazione del tronco, dell’angolo all’anca e del range di movimento del ginocchio, così come a differenze nella distribuzione della pressione plantare.

Puoi intuire che ripetere questo sforzo per la maggior parte delle ore lavorative comporta una fatica muscolare notevole, con il rischio di sviluppare patologie da sovraccarico oppure di cadute.

Problemi nel sollevamento di carichi

È riscontrato che esiste un nesso tra il sollevamento di carichi e l’aumento di discomfort, sia che si tratti di sollevamenti di precisione sia che si tratti di sollevamenti ripetuti.

L’aumento della frequenza del sollevamento aumenta inoltre la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca, indicando quindi che l’uso di scarpe pesanti interessa tutto il corpo e non solo il piede o la caviglia.

Possiamo risolvere questi problemi?

Ora che conosciamo quali problemi possono dare le scarpe, possiamo vedere quali soluzioni adottare per fare in modo che diventino il nostro migliore amico sul posto di lavoro.

A seconda della problematica che riscontri indossando le scarpe antinfortunistiche, dovresti orientare quanto possibile la scelta delle stesse considerando caratteristiche ben precise.

Se soffri di lombalgia perché sei costretto a stare in piedi molte ore, considera l’uso di una scarpa con tacco medio (16° di inclinazione) e con suola a bilanciere o imbottita, che spostando posteriormente il baricentro corporeo riduce il carico sulla curva lombare.

La situazione cambia quando si deve camminare molto durante l’orario lavorativo.

L’utilizzo di un tacco può portare a un sovraccarico della muscolatura degli arti inferiori fino all’esaurimento muscolare. In questo caso è bene dare priorità a forme e materiali che aiutano il controllo posturale e la stabilità, non inficiando completamente il controllo propriocettivo.

Un gambale alto, l’intersuola rigida e fine, e un tacco basso possono essere buone scelte:

  • Il gambale alto provvede alla compressione intorno alla caviglia e migliora il senso di posizione articolare;
  • L’intersuola rigida, ma fine, permette di migliorare la sensibilità dalle suole al piede;
  • Un tacco basso permette di ridurre la differenza di altezza della scarpa dal tacco alle dita, portando il centro di massa corporeo ad una posizione più naturale, riducendo al minimo l’instabilità laterale e quindi aumentando la stabilità (l’altezza critica è sopra i 4,5cm di tacco).

Spesso anche con questi accorgimenti puoi presentare discomfort.

Il motivo è insito nella morfologia delle suole, che spostando il baricentro determinano un sovraccarico su diverse porzioni del piede.

Come ti ho detto prima, la maggior parte delle scarpe antinfortunistiche non considera la morfologia del piede, e spesso nemmeno le alterazioni più comuni, come il piede piatto o il piede cavo.

Una buona strategia per compensare questo problema è l’utilizzo di plantari personalizzati.

Il plantare personalizzato permette di redistribuire il carico sul piede, riducendo la pressione di picco in determinati punti specifici, evitando il sovraccarico funzionale.

Tuttavia, anche con questa soluzione il plantare non può arginare il peso della scarpa, che determina in ogni caso un’attivazione muscolare aumentata.

Quindi come puoi risolvere i problemi che queste scarpe provocano?

La collaborazione tra podologo e scienziato motorio: quando il lavoro incontra la performance

Ti sei mai chiesto perché le scarpe utilizzate dagli sportivi siano così particolari?

Perché sono progettate con l’obiettivo di soddisfare al meglio i requisiti della performance sportiva tenendo in considerazione i diversi gesti motori che caratterizzano quella specifica disciplina.

Da qui nascono le varie scarpe per ogni sport, dotate di tecnologie sempre più avanzate che garantiscono non solo comfort, ma anche la riduzione del rischio d’infortunio e la riduzione della spesa energetica, che si traducono in performance di alto livello, in grado di fare davvero la differenza.

Pensa che Kipchoge, famoso maratoneta keniota, grazie alle scarpe ha ottenuto il record del mondo nella maratona di Vienna, con un risultato talmente eclatante da far aprire alla federazione di atletica leggera un’investigazione per doping tecnologico!

Ma anche senza conoscere il mondo dello sport, ti sarà comunque capitato di entrare in qualsiasi negozio di scarpe e trovare scarpe da basket, da calcio, etc…

E allora perché questa tecnologia non viene ancora applicata nel mondo del lavoro?

Probabilmente troverai ingiusta questa discriminazione, e di certo, non hai torto.

Lavorare è un diritto ma anche un dovere, e quindi farlo con il massimo del comfort dovrebbe essere una garanzia.

Per questo se hai intenzioni di acquistare dei plantari personalizzati è opportuno che consideri la relazione tra scienziato motorio e podologo.

Così come uno sportivo esegue i gesti sportivi, così anche un lavoratore eseguirà dei movimenti caratteristici di quella professione.

Lo scienziato motorio, proprio come farebbe per lo sport, può analizzare il modello prestativo che caratterizza la tua professione, e tramite la collaborazione con il podologo permettere di realizzare dei plantari ottimizzati non solo sulle tue caratteristiche fisiche, ma anche sulle caratteristiche dei gesti lavorativi che svolgi.

Il plantare deve garantire non solo il comfort, ma anche compensare la riduzione di sensibilità data dai materiali della scarpa e l’elevata produzione di vibrazioni date dall’impatto della scarpa con il suolo.

Solo in questo modo è possibile ridurre l’eccessiva attivazione muscolare e di conseguenza la fatica muscolare garantendo il massimo risparmio energetico al fine di ridurre l’insorgenza delle patologie da sovraccarico causate dalle scarpe antinfortunistiche.

Per concludere…

L’utilizzo di scarpe con caratteristiche poco personalizzabili comporta alterazioni biomeccaniche nei principali gesti lavorativi, con conseguente sovraccarico che porta a fatica muscolare e infortunio.

Puoi compensare questi problemi scegliendo calzature che più si adattano ai gesti caratteristici della tua professione, ma considera che più di molto non puoi fare.

Se continui ad avere problemi, ti consiglio di affidarti ad un podologo competente per la realizzazione di solette personalizzate.

La scelta migliore che puoi fare è affidarti ad esperti che collaborano trasversalmente al fine di arginare il gap ergonomico che caratterizza le scarpe antinfortunistiche.

Se sei stanco di dover sopportare il peso di queste scarpe sul posto di lavoro, o se vuoi prevenire fastidiose problematiche croniche, Stateflow è quello che fa per te.

Stateflow collabora con il podologo al fine di realizzare solette che permettono non solo al piede, ma a tutto il corpo di adattarsi alla scarpa antinfortunistica aumentando la performance e riducendo la fatica muscolare, con conseguente riduzione del rischio d’infortunio, grazie ad un’accurata analisi delle tue caratteristiche individuali e motorie in funzione del gesto lavorativo che svolgi.

Solo con un approccio a 360° la scarpa antinfortunistica saprà essere il tuo più valido alleato contro gli infortuni sul lavoro!